Comunioni di vita e familiari tra libertà, sussidiarietà e inderogabilità

Le formazioni sociali – soprattutto quelle di natura familiare –, funzionali alla realizzazione del pieno e libero sviluppo della persona, hanno un particolare riconoscimento nell’attuale sistema ordinamentale, contraddistinto da una marcata multiculturalità e dalla supremazia di categorie valoriali. Ciò inevitabilmente suggerisce all’interprete di interrogarsi sul rapporto tra le molteplici realtà affettive e di comunione di vita e i tradizionali istituti di diritto di famiglia. Il sistema ordinamentale, improntato alla pluralità delle fonti e finalizzato alla responsabile libertà della persona umana, non consente imposizioni e limiti attinenti alle relazioni personali o affettive, che non siano strettamente necessari a garantire il valore della dignità umana. Sí che le norme inderogabili risultano giustificate soltanto se funzionali alla coesione sociale e alla piena tutela e promozione dei singoli. Tramontata la stagione dell’interesse superiore della famiglia rispetto a quello dei suoi componenti, perde di significato la distinzione tra ordine pubblico interno e internazionale e, al contempo, s’impone il rispetto dei princípi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione.